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INTERVISTA ESCLUSIVA A DAN I
Di RasAle (del 04/07/2008 @ 22:26:20, in Interviste, letto 1360 volte)

 Questa volta proponiamo un'intervista realizzata ad ad un artista emergente che è cresciuto nell' Imperial Sound System Army e che conosciamo bene . Lo abbiamo visto anno dopo anno crescere sempre più fino a giungere ai nostri giorni ad essere uno dei più importanti rappresentante del genere Dub nella nostra penisola.

Dan I - non è solo un valente singjay ma anche uno dei rappresentanti e fondatori dell'APRI, l'Associazione Permanente Rastafariana in Italia. In quest'intervista molto profonda affrontiamo sia l'evoluzione della sua carriera artistica, che la sua esperienza in RastafarI.

Le sue risposte sono preziose per chi si vuol avvicinare alla verità della fede e alla figura di Haile Selassie I. Inoltre scopriamo anche una nuova comunità musicale che sta facendo passi da gigante denominata “Italian Dub Community”, di cui è un rappresentante fondamentale insieme ai Moa Anbessa, che presenteremo prossimamente in un intervista sempre sui due portali unificati.

INTERVISTA A DAN I

Noi ci conosciamo da tempo fratello, è un grande piacere incontrarci di nuovo in un momento in cui ci sono grosse novità, che presenteremo presto alla massive che legge questo portale.


RR : Perché hai scelto “ Dan I ” come stage name e soprattutto qual è il suo significato.

DAN I : Il nome Dan proviene da uno dei dodici figli di giacobbe, capostipite del popolo biblico di israele; in particolare, tra costoro proprio Dan è colui al quale viene affidata la proclamazione del diritto, e pertanto ritengo che la mia missione musicale debba ispirarsi ad un simile proposito di custodire ed annunciare la vera dottrina della fede che vivo. in aggiunta, la parola "i" sta per I'n'I, un'espressione rastafariana indicante il congiungimento tra l'Io interiore personale e l'essenza divina assoluta.


RR : in questi ultimi anni stiamo ascoltando tanti tuoi brani, un momento favorevolissimo per la tua carriera di cantante, si iniziano a raccogliere i frutti di tanto lavoro seminato ?


DAN I : Ho avuto modo di rilevare con gioia che i primi lavori stampati sono andati venduti velocemente. Sono usciti più pezzi per diverse etichette a poco tempo di distanza l'uno dall'altro e stanno comunque andando via bene... credo significhi che la musica che proponiamo venga apprezzata e ne sono molto felice.


RR : Ci dici in sequenza temporale , tutti i tuoi brani dalla prima registrata fermandosi all’ultimo lavoro di cui parleremo in seguito.


DAN I : non credo di poterti dare un elenco preciso di tutte le canzoni registrate fino ad ora, dovrei riuscire però a farne uno senza errori per le release ufficiali uscite in vinile fino ad ora..


2005 - Jah command - Moa Anbessa - 12"

2006 - New Name - Imperial Roots - 7"

2007 - Sons and Daughters - Moa Anbessa - 12"

2007 - Solution hotta fire - Imperial roots - 12"

2007 - Fayah - Imperial roots - 7"

2007 - Wailin' - Imperial roots - 7"

2007 - Steppin high / swing low - Jah vision -10"

2007 - Jah love - Ghetto city - 7"

2007 - Me know - Roots injection - 7"

2007 - Roots and Culture - Siodemky - 12"

2008 - Power of music - Moa Anbessa - 12"

2008 - Travellin' - Imperial roots - 10"

2008 - Chantin' - Jah vision - 10"

2008 - See the lion - Music inna House - cd


RR : Tra gli artisti emergenti italiani noi della Crew di RR, crediamo che sei uno dei più validi soprattutto considerando che il Dub è ancora in un momento embrionale. Come è difficile e quanti sacrifici si fanno per valorizzare e promuovere il Dub e trovare una bella yard piena ?


DAN I : Nonostante i sound system culturali, soprattutto Dub, siano ancora in minoranza, credo che si stiano ottenendo dei buoni risultati anche a livello di organizzazione e promozione di eventi imponenti... gli studi sfornano produzioni sempre migliori che vengono suonate dai più grandi sound system e selecters della scena internazionale, e la gente ha sempre più voglia di ascoltare questa musica... sicuramente si deve tuttora dare del proprio meglio, dando continuità alle produzioni e sostenendole il più possibile


RR : Ci racconti della Dub Comunity questa nuova comunità che si sta creando e che sta anche organizzando delle serate, come è avvenuto a Roma ed in altre parti d'Italia.

DAN I : Parlando appunto di eventi di un certo spessore, il Dub.It, frutto del lavoro dell'Italian Dub Community, è un evento che promuove la cultura del sound system roots e dub nello stile tradizionale, ovvero con l'ausilio di impianto autocostruito, selecter, producers e singers. Vi suonano, alternandosi, le principali realtà italiane attive sulla scena. Fino ad ora sono stati organizzati due appuntamenti: il primo a Lecce, a fine estate dell'anno scorso, la seconda a Roma circa un mese fa..

A mio avviso è uno degli eventi migliori per mettere in luce le capacità di buona parte dei produttori, cantanti ed artisti roots presenti in italia.


RR : Che ne pensi della moderna dancehall che sembra l’unica musica più affermata.

DAN I : Penso che, come tutte le cose appoggiate in superficie, passerà con il giusto colpo di vento... come ogni genere, anch'essa rispecchia le attenzioni e gli stili di vita delle persone che la ascoltano; personalmente non mi piace, ma non tanto per il suono in sè, quanto per il contenuto delle parole che spesso contiene... credo sia la musica che va di più perchè è molto chiassosa, e ai giovani piace molto il chiasso.


RR : Sei uno dei rappresentanti dell’House of Rastafari , ti si può incontrare al Rototom Sunsplash, oltre anche in veste di promotore della filosofia Rasta . Ci accenni al progetto - House of RastafarI ?


DAN I : l'House of RastafarI è il punto all'interno del festival Rototom Sunsplash dove è possibile entrare in contatto con la comunità Rastafariana presente in Italia e dove la comunità propone a sua volta le proprie iniziative. Nasce da APRI, l'assemblea permanente dei Rastafariani in Italia, e da Exodus-Ethiopian Cultural Service, con l'intento di creare uno spazio all'interno del quale tenere conferenze, proiezioni e dibattiti volti ad approfondire le conoscenze di sua maestà e della fede che ci unisce a lui.

E' ben noto che la musica reggae sia la musica del Re, un genere cioè spiritualmente orientato, dal momento che il 99% dei musicisti vivono questa fede e consacrano la propria missione musicale alla sua trasmissione e propagazione, sebbene in Italia ciò sia noto solo in parte anche a motivo delle barriere linguistiche; in ogni caso, è quanto meno opportuno che un festival di musica reggae ospiti un presidio che possa aiutare le persone ad orientarsi in un contesto con cui attraverso la musica entrano, almeno indirettamente, a contatto.


RR : Quando una persona viene a chiedere informazioni sulllo style di vita rasta e delle persona di Selassie I , come aiutarlo?


DAN I : Nel 1968 fu posta una domanda simile al Re dei Re, ed egli rispose che ad una persona che si stesse avvicinando agli insegnamenti dell'onnipotente avrebbe consigliato di avere fede, nutrire amore incondizionato e comportarsi nel modo insegnatoci nella Sacra Bibbia, antico e nuovo testamento.

Posso dunque rispondere anzitutto con le stesse parole del Re. Inoltre, ad una persona interessata consiglierei anzitutto di entrare in contatto con la comunità dei fratelli sorelle che vivono questa fede da tempo e di apprendere con umiltà dal loro vissuto, così da non rischiare di costruire le proprie presunte certezze su divagazioni personali ed arbitrarie.


Rastafari non è una dottrina astratta che può risolversi in mero esercizio teorico o filosofico, ma un'esperienza di vita compiuta, un percorso impegnativo mirante alla sacralizzazione della propria esistenza, uno stile di vita coinvolgente ogni aspetto dell'individuo umano. La ricerca personale e la conoscenza che derivano dai libri sono cruciali, ma infine è dal vissuto e nel vissuto che la comunione con l'Onnipotente può e deve compiersi; confrontarsi in ambito comunitario consente di rimanere umilmente nel cammino e di divenire realmente e fisicamente dei discepoli del Re, che è il principe della pace ed il legittimo regnante su ogni carne, Gadamawi Haile Sellassie.



RR : In italia anche sotto l’aspetto spirituale c’è una svolta, con un assemblea permanente APRI che è stata fondata permantemente e di cui ci piacerebbe sapere di più e come aderire.


DAN I : il Re dei Re Gadamawi Haile Sellassie trasmise alle delegazioni Rasta che incontrò in Africa ed in Jamaica il preciso insegnamento di organizzare e centralizzare le nostre attività ed i nostri propositi.

Alla luce di ciò, avendo constatato che la situazione in Italia fosse ormai matura quanto a crescita numerica e sapienziale dei fedeli, si è ritenuto opportuno creare anche qui un organismo finalizzato alla custodia della giusta Ortodossia Rastafari, al sostegno dei fratelli necessitanti di ricevere insegnamenti e sostegno morale, e non ultimo alla realizzazione di progetti di sostegno materiale ed economico per la crescita della comunità e dunque per la madre etiopia.

Io sono tra i membri fondatori dell'assemblea e detengo anche il ruolo di coordinare le attività musicali da concepirsi e realizzarsi al suo interno.



RR : Qual è il messaggio spirituale invece che Dan I, vuole far conoscere alla massive attraverso la sua musica.

DAN I : "L'uomo non vive di solo pane ma di ogni parola che esce dalla bocca del padre". Il contenuto spirituale della nostra musica è volto a diffondere gli insegnamenti del Re dei Re, dal quale ogni singola lirica prende ispirazione.

Imiei testi contengono riferimenti alle sacre scritture, all'Etiopia, alle radici dell'uomo; credo sia importante riscoprire le proprie radici per meglio comprendere il nostro ruolo nella creazione, cerco di comunicare quello che mi è stato comunicato con la stessa forza ed intensità.



RR : Dicevamo che questo è un momento importante, se non erro , per Dan I – sei al lancio del debut album chiamato “See the Lion” con Music inna House , ci parli di questo progetto e come è nato.


DAN I : Diciamo che più che essere un album di debutto è una collaborazione che vede la mia voce sopra la musica del caro Saltyman, assieme al quale oramai abbiamo fatto uscire diverse produzioni anche su vinile ( Steppin high - Swing low, Hottafire ...), alcune delle quali hanno avuto ottimi riscontri, rimanendo per più di un mese al primo posto nella classifica dei best sellers formato 10 pollici del reggae store americano Ernie b.

See the Lion “è un cd showcase ovvero vocal seguito da dub per ogni brano, la musica è stata interamente composta da Saltyman, le voci registrate da me ed il tutto finalizzato, mixato e masterizzato dall'abile mano di Buriman al Moa Anbessa studio di Venezia.

E' un lavoro secondo me molto valido, ben arrangiato e di pieno impatto roots, roots uk .


RR : Quali sono, invece i tuoi progetti futuri.


DAN I : Sono appena terminate le registrazioni dell'album vero e proprio, un lavoro durato più di un anno del quale siamo davvero entusiasti..

Se Dio vuole, l'uscita dovrebbe essere prevista per fine anno. Tengo in serbo i dettagli sperando di comunicarvi presto una piacevole sorpresa!  Al momento sono in arrivo 2 sette pollici, entrambi su etichetta Imperial Roots: “Take away the shoes” e “Creation”, in successione verranno poi stampati altri tre dieci pollici, uno dei quali conterrà una breve anteprima dell'album.

Da sei mesi circa mi trovo a far parte della scuderia di cantanti del progetto inglese Alpha and Omega, con il quale siamo spesso in tour; inutile raccontare l'emozione che provo..

Si sono concluse da poco anche le registrazioni del nuovo album dove siamo presenti Paul Fox , Jonah Dan ed io..

Un nuovo dieci pollici è in produzione per l'etichetta inglese di Ras Muffet, roots injection..e chiaramente continuano le produzioni del sound system Moa Anbessa del quale faccio parte da diversi anni...


Ringrazio sua maestà per l'intensità del lavoro che ci stà donando, e sono davvero felice di poter condividere queste vibes con tutti voi,


Jah Guidance and Protection. RastafarI


DAN I

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