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Associazione non lucrativa per la diffusione e la promozione della cultura e della spiritualit etiopica

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Intervista in Usa 1963

. Domanda: Vostra Maest Imperiale, durante la scorsa primavera foste Voi a patrocinare, in Addis Abeba, la Conferenza che costitu un'Organizzazione degli Stati Africani. Quella Conferenza assunse una presa di posizione molto ferma contro i postumi -direi- del colonialismo in Africa. Dopodich, venerd scorso, nel Vostro discorso indirizzato all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, avete affermato che "Noi Africani combatteremo se necessario". Ci significa forse che Voi ritenete che gli Stati Africani Uniti dovrebbero levarsi con l'uso della forza per liberare le aree dell'Africa ancora sottoposte ad un controllo non-Africano?

S. M. I. Haile Sellassie I: A proposito di tale domanda circa la liberazione dei Paesi africani con l'uso della forza, nostro fervente desiderio e volont che le situazioni non giungano a stadi disperati; ma tuttavia, come ho affermato ieri, qualora non vi sia altro mezzo cui ricorrere per la liberazione dei popoli sottoposti al giogo dell'imperialismo, certamente questa (l'uso della forza) potrebbe essere un'alternativa che gli Stati africani dovrebbero considerare per il beneficio del continente africano.

Domanda: Vostra Maest, alla luce del colpo inferto da parte africana contro il colonialismo ed il razzismo in Africa meridionale, che posto spetter all'uomo bianco in Africa? Avr qualche scelta tra quella di lasciare il continente o quella di accettare la dominazione dell'uomo nero?

S. M. I. Haile Sellassie I: Vorrei ricordare che in occasione della Conferenza dei Capi di Stato africani, tenutasi lo scorso maggio in Addis Abeba, prima della stipulazione dello Statuto ho affermato, nel discorso che rivolsi ai distinti Capi di Stato, che i popoli che erano precedentemente sottoposti al regime colonialista e che hanno dovuto patire un notevole carico, devono avere lo spirito puro di tendere alla collaborazione con i loro "padroni" di un tempo poich, qualora prevalessero al contrario la vendetta ed il rimorso, la coesistenza non sarebbe possibile e ci si rivelerebbe controproducente per la salvaguardia della pace internazionale. Potrei affermare che i termini "nero" e "bianco" dovrebbero essere eliminati dalla societ umana come modi di esprimersi e come mezzi di giudicare la specie umana. Gli esseri umani sono esattamente eguali, qualsiasi possano essere il colore, la razza, il credo o l'origine nazionale.

Domanda: Vostra Maest, nel sedicesimo anno della Societ delle Nazioni Voi profetizzaste con esattezza il destino che attendeva quella Organizzazione. Le Nazioni Unite vivono il loro diciottesimo anno. Cosa vedete per il loro futuro e per quali ragioni?

S. M. I. Haile Sellassie I: In risposta a questa domanda, vorrei dichiarare che vi una certa differenza tra circostanze, di natura politica, che prevalevano all'epoca in cui rivolsi il mio discorso alla Societ delle Nazioni e quelle che prevalgono al momento presente, in cui ho formulato il mio discorso alle Nazioni Unite. Oggi la scelta tra la guerra e la pace l'argomento pi urgente e l'atto stesso di porsi questa scelta significa effettivamente chiedersi se l'umanit sopravviver o no. In ragione della gravit degli elementi perturabanti per la pace al momento attuale, le Nazioni Unite devono consolidarsi al fine di conseguire e salvaguardare la pace universale e sono speranzoso e fiducioso che in futuro quest'Organismo continuer ad espandere le proprie attivit ed a consolidarsi, in maniera tale che la pace e la sicurezza internazionali non siano minacciate in nessun caso.

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