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Associazione non lucrativa per la diffusione e la promozione della cultura e della spiritualità etiopica
 
 

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Preghiera

Neppure l'impeto violento della pioggia scrosciante, dei torrenti in espansione e dei venti travolgenti saranno in grado di demolire una casa edificata su granito e solide fondamenta. Alcuni hanno scritto la storia della mia vita, propinando come verità quanto deriva piuttosto dall'ignoranza, l'errore o l'invidia; per quanto tentino di spingere altri a prestar fede a quanto essi affermano, non possono tuttavia rimuovere la verità dal posto che le spetta. In questo momento, in cui ho trovato l'occasione ed il tempo per scrivere la storia della mia vita, introduco i miei scritti presentando la seguente preghiera al mio Creatore e dunque continuo questo lavoro.
Signore Onnipotente in cui non vi è debolezza, Eterno in cui non vi è transitorietà; nell'ammirare la Tua opera così come i Tuoi giudizi, un essere creato, pur dopo aver a lungo indagato, non può penetrarli se non fino ad una portata limitata. E' un sottile segreto che una creatura, anche dopo aver esplorato a lungo, non può conoscere, ma che Tu soltanto conosci: la ragione per cui nell'immediato passato, così come ora, hai fatto affondare il popolo etiopico -dall'uomo ordinario al Re dei re- in un mare di angoscia per un periodo, ed il motivo per cui hai fatto nuotare il popolo italiano -sino al suo Re- in un mare di gioia per un periodo. Poiché nessuna creatura, creata a Tua immagine e secondo il Tuo modello, rinuncia alla speranza che qualsiasi cosa essa implori presso di Te sarà compiuta sino al giorno in cui Tu separerai la sua anima dal suo corpo, ti supplichiamo che l'Etiopia non rimanga con la propria libertà soppressa e prostrata al cospetto di un regnante straniero, il che ridurrebbe al silenzio la bocca dei suoi popoli per timore di un governante esterno; piuttosto, possa Tu preservarli mediante i Tuoi atti di bontà, in modo che essi non rimangano oppressi nei propri cuori per il fatto di essere stati privati del proprio regnante etiopico, che li stava conducendo verso la civiltà sotto un giogo di luce e con letizia.
Signore, dimora degli esuli, luce del cieco! Verità e giustizia sono i Tuoi troni. Ricevi Noi, che siamo stati esiliati per la causa della nostra libertà, che fummo costretti a lasciare il nostro Paese a motivo di un violento assalto. Nel pregarTi così, non è per la nostra rettitudine, ma per la Tua misericordia (libro di Daniele 9,18). Ed ora mi sto avviando a contemplare di scrivere la storia della mia vita a partire dal mio tredicesimo anno di età sino a questo momento, sulla base di quanto Tu hai operato, facendomi Tuo strumento. Ti prego che possa essere Tua volontà lasciare che questo giunga a compimento. E' giusto da parte mia rivelare, in questa prefazione, la ragione per la quale ho pensato di scrivere ciò, sebbene presso di Te nulla sia celato. Primo, affinché il Tuo nome sia pregato per tutte le azioni che compi, agendo secondo i Tuoi desideri. Secondo, perché sia noto che quando rendi un uomo ricco degli onori di questo mondo e lo stabilisci al di sopra delle altre creature, ciò non avviene per suo merito, ma soltanto per mezzo della Tua benevolenza e generosità. Terzo, in ogni riga di questa storia, allorché il nome di una persona viene menzionato non è per parzialità o inimicizia, tranne che per errore; Tu sai che stiamo facendo del nostro cuore il giudice per scrivere soltanto la verità. Quarto, sebbene non vi è nulla che non sia scritto nelle Sacre Scritture, se mi renderai in grado di scrivere come ho pianificato, possano i nostri familiari ed i nostri fratelli che si leveranno in futuro prendere nota delle parole che Tu hai pronunciato:"Perché senza di Me non potete nulla" (Vangelo di Giovanni 15,5) e possano i loro cuori convincersi che soltanto con il Tuo aiuto saranno in grado di compiere qualcosa. Quinto, a meno che un uomo non adempia al suo compito mediante la propria risolutezza e perseveranza consapevole di essere Tuo strumento, non importa se in tempi di gioia o tribolazione, egli dovrebbe realizzare che farebbe bene a lavorare mediante la propria abilità innata o tramite quell'educazione che può aver acquisito, poiché la sua responsabilità non cessa anche qualora egli operi solamente per l'altrui volere. Sesto, qualunque possa essere il compito, fa che ognuno realizzi e si convinca che esso sarà portato a termine al momento ed all'epoca appropriati e che è impossibile vederlo realizzato sia solo desiderandolo, sia affrettandolo indebitamente. Ti prego affinché tutto ciò possa essere in pieno accordo con il Tuo volere.

Tratto dall'autobiografia di S. M. I. Haile Sellassie I.

   
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