HOME - BIET
Associazione non lucrativa per la diffusione e la promozione della cultura e della spiritualità etiopica
 
 
Moralità internazionale e Disarmo
Unità e libertà dell'Africa
Religione e spiritualità
Educazione
Cenni Biografici

I nostri scopi

Catalogo Biblioteca

 

Breve introduzione al Kebra Nagast

Non sarebbe eccessivo designare il Kebra Nagast (La Nobiltà dei Re) come la più importante opera letteraria della tradizione religiosa etiopica. La redazione del materiale che compone l'opera nella sua forma attuale risale alla fine del secolo XIII, per mano di un monaco di nome Yeshaq, ma le tradizioni contenute al suo interno devono considerarsi ben più antiche. Sebbene il testo non abbia un'autorità canonica al pari dei libri dell'Antico e del Nuovo Testamento, i suoi contenuti sono considerati assolutamente veridici e dunque indiscutibili nell'ambito della cristianità etiopica. Dal Kebra Nagast derivano le principali peculiarità culturali della religiosità etiopica, in particolar modo l'identificazione dell'Etiopia come nuovo Israele e legittima depositaria dell'alleanza divina. Oltre a contenere una serie di digressioni di natura esegetica ed ermeneutica (interpretazione delle vicende bibliche), il testo ha per principale interesse la descrizione del viaggio della regina etiopica Makeda alla volta di Gerusalemme, presso la corte del re Salomone; dalla loro unione nascerà un figlio di nome Menilek, che diverrà primo regnante monoteista di Etiopia ed iniziatore della stirpe reale davidica protrattasi sino al Negusa Nagast (Re dei re) Haile Selassie I. A questa stessa epoca si ritiene giunta in Etiopia l'Arca dell'Alleanza, lo scrigno costruito da Mosé quale contenitore per le tavole della Legge divina, ancora oggi custodita presso Axum in una cappella fatta edificare su ordine del Re dei re Haile Selassie I. Come nell'Antico Testamento l'Arca era il seggio della Shekinà (la presenza divina), egualmente il suo approdo in Etiopia viene ritenuto il simbolo della presenza immanente di Dio e la manifestazione della sacralità di questa terra benedetta.
Nella colonna a fianco proponiamo, in traduzione direttamente dal ghe'ez (etiopico antico), l'introduzione ed il capitolo I del Kebra Nagast. Premettiamo soltanto qualche breve nota che possa facilitarne la comprensione. Come da tradizione, il testo si apre con l'invocazione trinitaria, esposizione della natura ortodossa della fede Tewahedo etiopica. I primi contenuti sono dunque di natura teologica, nella forma elegante ed elaborata dell'incipit che confessa la fede nelle persone del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Dio Unico per divinità, sostanza e volere, ma Trino nell'agire e nelle denominazioni. Del Figlio si precisa l'attività creatrice ("grazie al quale tutto esiste e senza del quale non vi è nulla che sia"), con riferimento al prologo del Vangelo di Giovanni (1, 3: "Tutto fu fatto per mezzo di lui") ed alle parole di san Paolo (Colossesi 1, 16); dello Spirito il "procedere" unicamente dal Padre (e non dal Figlio). Coerentemente con i contenuti teologici appena esposti, il capitolo I si presenta come "l'interpretazione e l'esposizione dei 318 ortodossi della fede", vale a dire i Padri ecclesiastici che nell'anno 325 d. C. si incontrarono a Nicea per il celebre Concilio che avrebbe decretato il Credo cristiano universale. Dopo questa premessa che intende soprattutto collocare la natura del libro nel solco dell'ortodossia, il nostro testo precisa da principio che suo interesse principale saranno "lo splendore e la nobiltà di Sion", il santo monte della tradizione giudaica, che qui viene assolutamente identificato con la stessa Arca dell'Alleanza. Nel Kebra Nagast, l'Arca è considerata la riproduzione terrena di un archetipo (modello) celeste precedente alla stessa creazione degli angeli e degli uomini. La vergine Maria è allora la seconda Sion, la nuova Arca: come la prima Arca aveva contenuto la Legge, la seconda Arca-Maria ha "contenuto" in grembo la nuova Legge che è Cristo. Questi è a sua volta definito il secondo Adamo, secondo il noto sillogismo di san Paolo: "Come infatti a causa della disobbedienza di un solo uomo (Adamo), i molti furono costituiti peccatori, così anche per l'obbedienza di uno solo (Gesù Cristo), i molti saranno costituiti giusti" (Romani 5, 19).

Testo a cura di Iyared

  Index Kebra
Per eventuali informazioni e per comunicarci la vostra adesione: