BUNNY WAILER INSODDISFATTO DEL FILM, MANCA LA FEDE RASTA DI MARLEY
Non sembrano essere tutte rose e fiori i riscontri dopo l’anteprima in Giamaica delle scorsa settimana. I commenti del documentario, il primo ufficiale, realizzato da Kevin MacDonald con la partecipazione attiva della Famiglia Marley. Doveva essere un film che cogliesse tutti gli aspetti di Bob Marley ed invece non sembra essere così. Dopo l’idea sbagliata di sostituire al red carpet tradizionale, un tappeto con i colori dell’Etiopia, creando rumors in tutta la comunità Rasta. Bunny Wailer conferma e rilancia. Non solo incolpa la famiglia Marley sul idea del tappeto, ma esprime una sua insoddisfazione personale dopo aver visto la prima in Giamaica.
Marley, il primo documentario ufficiale, sulla vita e l'opera dell’icona Reggae, Bob Marley, ha avuto complimenti e lodi durante le prime due visioni. E’ piaciuta molto come è stata rappresentata la sua vita da musicista.
Tuttavia, uno dei più stretti amici Marley, ancora vivente, ritiene che il film non è riuscito a mettere in evidenza un aspetto importante della sua carriera. Neville 'Bunny Wailer' Livingston, l’unico superstite del mitico gruppo The Wailers, ha inizialmente ha accettato di entrare a far parte di questo progetto, vista la partecipazione di Ziggy Marley come produttore esecutivo. Ha raccontato aneddoti che ha condiviso con il gruppo di cui era l’unico a conoscenza, cercando di dare una visione musicale e spirituale di Bob.
Bunny Wailer, insiste sul fatto che nella versione definitiva, manca una parte importante della vita di Bob Marley che non era stata adeguatamente rappresentata: le sua fede Rasta.
|
|
|