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LA VITA DI MARCUS GARVEY - CAPITOLO 2°
Di Degiac Marco  (del 27/10/2009 @ 15:08:25, in Marcus Garvey, letto 690 volte)

Il viaggio in Centro America e l’esperienza europea
Nel corso del 1911 furono quasi tredici mila i giamaicani che partirono per il Centro America. Ad aspettarli ne trovarono almeno altri sessanta mila. Una gran parte di loro andò a Panama, dove già a cominciare  dagli anni ’60 dell’Ottocento un gran numero di immigrati provenienti dalle Indie Occidentali era stato impiegato nella costruzione della linea ferrovia e, successivamente, nella realizzazione del Canale.  Altri, tra i quali Garvey, scelsero il  Costa Rica uno dei paesi che, grazie all’espansione degli interessi capitalistici statunitensi,  offriva in quel momento maggiori opportunità. Garvey trovò impiego come “timekeeper”( l’addetto al calcolo delle ore di lavoro degli operai) presso le piantagioni di banane della United Fruit Company. Durante il breve periodo trascorso nel piccolo centro di Port Limon pubblicò La Naciòn /The Nation, un giornale stampato in lingua spagnola e in lingua inglese che denunciava nei suoi articoli  lo sfruttamento dei lavoratori nelle piantagioni e l’intollerabile comportamento del Console britannico, totalmente passivo nella difesa  dei diritti  dei sudditi reali.

Nei successivi due anni, Garvey fu impegnato in un viaggio itinerante attraverso l’Ecuador,  il Venezuela, la Colombia e tutto il Centro America, regioni nelle quali constatò che le condizioni delle minoranze nere non erano diverse da quella pessime della  Giamaica.

Nel 1912 Marcus, senza soldi e alla disperata ricerca di un’occupazione, tornò in patria dove  rimase poco tempo prima di partire per l’ Inghilterra. A Londra visse delle nuove  esperienze culturali e politiche  fondamentali per il suo futuro. Garvey, che saltuariamente frequentava le lezioni di giurisprudenza  del Birbeck College, passò ore e ore nella galleria degli ospiti della “House of Commons” ad ascoltare i politici inglesi dibattere in un fervido clima politico. Il giovane Marcus esercitava poi la propria arte oratoria  all’Hyde Park’s Speakers Corner.

Nella capitale inglese  Garvey conobbe Dusé Mohamed Alì. Questi, dal 1912, pubblicava una rivista, African Times and Orient  Review, che raccoglieva i contributi di scrittori africani, cinesi, arabi ed europei che esponevano nei loro articoli i concetti base del pensiero pan-africano e anti-colonialista pre-bellico. Booker T. Washington, W.E.B. DuBois, Wilmot Blyden, John Edward Bruce e Williams Ferry erano alcuni intellettuali neri  collaboratori dell’African Times and Orient Review. Marcus, che lavorò per i primi tempi come messaggero per Alì , nell’ottobre del 1913 pubblicò anche un interessante articolo sulla storia delle Indie Occidentali.
Garvey, tra la fine del 1913 e gli inizi del 1914, visitò importanti città europee come Parigi, Monte Carlo, Madrid, Bologna, Glasgow ed Edinburgo. Una volta tornato a Londra riuscì a risparmiare una cifra sufficiente per poter acquistare un biglietto di ritorno per la Giamaica. Al termine dell’esperienza europea egli racconterà d’ aver viaggiato in lungo e in largo ma di essersi scontrato ovunque con un grave atteggiamento di discriminazione a causa del colore della sua pelle.  Perciò si convinse definitivamente che era necessario schierarsi in prima linea per aiutare tutte le comunità nere a migliorare le proprie condizioni di vita.

La creazione della Universal Negro Improvement Association

Alla fine del luglio del 1914  Garvey conobbe Amy Ashwood, la donna che in futuro sarà per un breve periodo sua moglie. La giovane, rimasta affascinata dal carisma di Marcus, ben  presto diventò la sua fidanzata. Garvey e la compagna lavorarono duramente per creare la Universal Negro Improvement Association (UNIA), un’organizzazione che nelle loro intenzione doveva operare per il progresso e il miglioramento delle condizioni della razza nera e di cui Marcus  divenne il presidente ed Amy segretaria. Garvey racconterà nell’ autobiografia che questa particolare denominazione fu pensata al termine di una lunga conversazione  con un connazionale che aveva recentemente visitato il Basutoland, l’attuale Lesotho, dalla quale
venne  a conoscenza dell’ orribile trattamento che gli Africani subivano da parte dei colonizzatori.

Agli esordi l’UNIA mancò però dell’appoggio  fondamentale della popolazione di colore tanto che nel 1916 gli associati non erano più di cento. Anzi, ad opporsi  al movimento erano soprattutto i cosiddetti “respectable Negroes”,coloro che secondo Garvey  non andavano orgogliosi della propria pelle. Dopo un anno di vita i pochi soci dell’UNIA fissarono comunque  come obbiettivo concreto quello di dar vita ad una scuola modellata sull’esempio americano del Tuskegee Institute fondato da Booker T. Washington.  Questo istituto, frequentato esclusivamente da ragazzi di colore, forniva agli alunni una preparazione nel campo industriale ed agricolo tale da permettere agli studenti, una volta terminato il corso di studi, di diventare  forze produttive in grado d’accumulare capitali necessari per lo sviluppo della propria comunità e delle proprie istituzioni. La morte improvvisa di Washington, il 14 novembre del 1915, fece slittare di qualche mese il viaggio negli Stati Uniti che Garvey aveva programmato da tempo allo scopo di raccogliere fondi per la scuola.

Degiac Marco

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