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Un bagno di folla per il figlio della legenda
Roma - 25 Marzo - Unica data al centro sud
All'interno di un teatro tenda, si appresta ad esibirsi una delle nuove star del palcoscenico mondiale. Il suo cognome evoca tempi che non torneranno mai più, i migliori per la reggae music , per la sua diffusione e per la vicinanza del pubblico. Di tutti i fratelli Marley è l'unico che riscuote oggi l'attenzione dei media e della stampa e non solo quella specializzata. Grazie alla sua scalata alle classifiche raggiungendo posizioni che non si rivedevano dagli anni '80 ( in particolare quella americana).


Jr Gong, questo è il nome che ha scelto è anche il testo di in una sua bellissima canzone ormai diventata una big tune su Crazy Baldeans, la musica del padre, ma il suo stile è diverso, abbraccia diverse sonorità non propriamente reggae dall' hip hop al jungle. Con la sua personalità è riuscito in breve tempo a conquistare riconoscimenti importanti, ben tre Grammy Haward , il primo con Halfway Tree nel 2001 ed i due appena vinti quest'anno con "Welcome to Jamrock" e come "Best alternative performer 2005 ". Così ecco che un concerto di cui ne parlano quotidiani, riviste, siti web, come quello di ieri sera a Roma , diviene un evento.

Erano le 10:30 circa quando il pala-tenda esplode per la
presenza sul palco di Damian Marley e The Empire
band. In breve tempo la location non propriamente adatta, si riempie totalmente e grazie al calore del pubblico cambia totalmente l'atmosfera. Si rivendono fratelli amici e supporters di tutta Italia come solo nelle grandi occasioni Ma l'attenzione è tutta per lui il figlio della legenda, è sul palco finalmente .
Uno dei suoi primi pezzi è " Confrontation" , "There for You" ed il pubblico è già caldo. The Empire la band precisa e profonda composta da ottimi elementi accompagna ottimamente l'artista. La prima parte del concerto è per gli amanti di dancehall, hip hop e other. Poi "Crazy Baldhead", "Bad Card", bisogna attendere "War" con le bellissime parole di Hailè Selassiè che il padre trasformò in una canzone per raggiungere uno dei punti più intensi del concerto. Suoni di trombe, fiamme si levano in aria, si serrano le file e anche se ci si strige di più ci stiamo tutti per ascoltarlo. Segue "Could You Be Love" e si ha quasi la sensazione che le cover di Bob Marley siano più apprezzate dalla massive ma non è cosi, arriva "Khaki Suit" una delle track più belle del suo ultimo cd , in original version con Bounty Killa. In quest'occasione cantata ovviamente da solo con grande potenza e con grande partecipazione di tutti.
"Road To Zion" è l'ultimo pezzo ed esce dal palco. Non passa che qualche minuto che avviene l'atteso rientro, chiamato a gran voce da tutto il pubblico presente, a Damian Marley non resta che riuscire. Tutti in attesa ancora di un'ultima tune, la più bella, la più attesa, la più conosciuta "Welcome to Jamrock" non può mancare.
Al grido Jamaica Jamaica i più attenti avevano compreso che è l'intro, e la prefazione alla big tune più passata da tutti i sound system del mondo. Tre pull-up sono d'obbligo per la canzone dell'anno, la più venduta di questi ultimi tempi. Una grande atmosfera e grandi vibrazioni si spengono purtroppo presto a causa dell'orario. Sono appena le 24:00 la luci si accendono, il pubblico lentamente defluisce dalle uscite di sicurezza. Ma così presto cosa si fa ? La notte romana è appena iniziata e non si può stare così carichi di buone vibrazioni ed andare a dormire. La voce circola velocemente, ci sono i One Love a Garbatelle. C
osì praticamente quasi tutti si dirigono al CSO La Strada. Riusciamo ad ascoltare solo la prima parte del sound de Roma. Le tracks italianissime di Brusco e Raina con "Berlucone" esaltano la massive, visto anche il periodo elettorale è tutto in tema. Poi è ancora tempo di Jr.Gong con i special di One Love hi powa al gran completo, un saluto a tutti coloro che hanno partecipato al concerto e si ricomincia. A questo punto resta impossibile restare dentro e non resta che uscire.
Ringraziamo la wayouteventi.it per la disponibilità.

Guidance
Ale@ReggaeZion

Altre recensioni: DAMIAN MARLEY: POCO REGGAE, TANTA ENERGIA


 
 
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