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Intervento di Sua Maestà Imperiale al Summit Africano del '68.
 

"We welcome to Ethiopia, in Our name and in the name of the Ethiopian Government and people, the Heads of State and Government of independent African nations who are today assembled in solemn conclave in Ethiopia's capital city. This conference, without parallel in history, is an impressive testimonial to the devotion and dedication of which we all partake in the cause of our mother continent and that of her sons and daughters. This is indeed a momentous and historic day for Africa and for all Africans.

We stand today on the stage of world affairs, before the audience of world opinion. We have come together to assert our role in the direction of world affairs and to discharge our duty to the great continent whose two hundred fifty million people we lead. Africa is today at mid- course, in transition from the Africa of yesterday to the Africa of tomorrow. Even as we stand here we move from the past into the future. The task on which we have embarked, the making of Africa, will not wait. We must act, to shape and mould the future and leave our imprint on events as they pass into history.

We seek, at this meeting, to determine whither we are going and to chart the course of our destiny. It is no less important that we know whence we came. An awareness of our past is essential to the establishment of our personality and our identity as Africans. This world was not created piecemeal. Africa was born no later and no earlier than any other geographical area on this globe. Africans, no more and no less than other men, possess all human attributes, talents and deficiencies, virtues and faults. Thousands of years ago, civilizations flourished in Africa which suffer not at all by comparison with those of other continents. In those centuries, Africans were politically free and economically independent. Their social patterns were their own and their cultures truly indigenous. The obscurity which enshrouds the centuries which elapsed between those earliest days and the rediscovery of Africa are being gradually dispersed. What is certain is that during those long years Africans were born, lived and died. Men on other parts of this Earth occupied themselves with their own concerns and, in their conceit, proclaimed that the world began and ended at their horizons. All unknown to them, Africa developed in its own pattern, growing in its own life and, in the nineteenth century, finally re-emerged into the world's consciousness.

The events of the past hundred and fifty years require no extended recitation from Us. The period of colonialism into which we were plunged culminated with our continent fettered and bound, with our once proud and free peoples reduced to humiliation and slavery; with Africa's terrain cross-batched and checkerboarded by artificial and arbitrary boundaries. Many of us, during those bitter years, were overwhelmed in battle, and those who escaped conquest did so at the cost of desperate resistance and bloodshed. Others were sold into bondage as the price extracted by the colonialists for the "protection" which they extended and the possession of which they disposed. Africa was a physical resource to be exploited and Africans were chattels to be purchased bodily or, at best, peoples to be reduced to vassalage and lackeyhood. Africa was the market for the produce of other nations and the source of the raw materials with which their factories were fed.

Today, Africa has emerged from this dark passage. Our armageddon is past. Africa has been reborn as a free continent and Africans have been reborn as free men. The blood that was shed and the sufferings that were endured are today Africa's advocates for freedom and unity. Those men who refused to accept the judgement passed upon them by the colonies, who held unswervingly through the darkest hours to a vision of an Africa emancipated from political, economic and spiritual domination, will be remembered and revered wherever Africans meet. Many of them never set foot on this continent. Others were born and died here. What we may utter today can add little to the heroic struggle of those who, by their example, have shown us how precious are freedom and human dignity and of how little value is life without them. Their deeds are written in history."

H.I.M. Emperor Haile Selassie I

 

"Diamo il benvenuto in Etiopia, a nome Nostro, del governo etiope e del suo popolo, ai Capi di Stato e Governo delle nazioni africane indipendenti che sono oggi riuniti in una solenne conclave nella nostra città capitale.
Questa conferenza, senza confronti nella storia, è un'impressionante testimonianza della devozione e della dedizione alle quali noi tutti partecipiamo per la causa del nostro continente madre e per quella dei suoi
figli e figlie. Questo in verità è un'importante e storico giorno per l'Africa e per tutti gli Africani.
Ci troviamo nel teatro degli affari mondiali, di fronte al pubblico dell'opinione mondiale. Dobbiamo riconciliarci per affermare il nostro ruolo in direzione degli affari del mondo e per adempire al nostro dovere
nei confronti del grande continente del quale guidiamo 250 milioni di persone. L'Africa di oggi è nel mezzo del suo corso, in transizione dall'Africa di ieri verso quella di domani. Allo stesso modo noi siamo qui
per spostarci dal passato verso il futuro. La missione che abbiamo intrapreso, la costruzione dell'Africa, non aspetterà. Dobbiamo agire,
plasmare il futuro e lasciare le nostre impronte negli eventi che scorrono nella storia.
Cerchiamo, in questo incontro, di determinare dove stiamo andando e di pianificare il corso del nostro destino. Ciò non è meno importante del
sapere da dove veniamo. Una consapevolezza del nostro passato è essenziale
per la costituzione della nostra personalità e della nostra identità di Africani. Questo mondo non è stato creato pezzo per pezzo, l'Africa non è
sorta né prima né dopo le altre aree geografiche del globo. Gli Africani, né più né meno degli altri uomini, possiedono tutte le qualità umane, ingegni
e deficienze, virtù e difetti. Migliaia di anni fa, le civiltà che fiorivano in Africa non subivano assolutamente il confronto con quelle degli altri continenti. In quei secoli, gli Africani erano politicamente liberi ed economicamente indipendenti. I loro modelli sociali erano propri e le loro culture realmente indigene. L'oscurità che avvolge i secoli trascorsi tra quei primissimi giorni e la riscoperta dell'Africa si sta gradualmente
disperdendo. Quello che è certo è che durante quei lunghi anni gli Africani sono nati, vissuti e morti. Nella altre parti della Terra gli uomini si impegnavano per i loro interessi e, nella loro presunzione, affermavano che
la Terra iniziasse e finisse presso i loro orizzonti. Totalmente sconosciuta
ad essi, l'Africa si sviluppò in base al proprio modello, crescendo nella propria vita e, nel 19° secolo, finalmente riemerse nella coscienza del
mondo.
Gli eventi dei passati 150 anni non hanno bisogno di una narrazione estesa. Il periodo del colonialismo nel quale siamo precipitati è culminato con
l'incatenamento e la costrizione del nostro continente, con la riduzione del nostro un tempo fiero e libero popolo all' umiliazione ed alla schiavitù,
con il mescolamento eterogeneo dei territori dell'Africa e la suddivisione di questi mediante confini artificiali ed arbitrari. Molti di noi, durante quegli amari anni, furono sopraffatti in battaglia, e coloro che sfuggirono alla conquista fecero ciò a costo di una disperata resistenza e di uno spargimento di sangue. Altri vennero venduti in servitù secondo il prezzo
scelto dai colonialisti a causa della "protezione" che estendevano e dei possessi di cui disponevano. L'Africa divenne una risorsa fisica da
sfruttare e gli Africani beni mobili da acquistare in massa o, nel migliore dei casi, la gente fu ridotta al vassallaggio ed alla servilità. L'Africa divenne il mercato per il prodotto delle altre nazioni e fonte delle materie prime di cui si nutrivano le loro industrie.
Oggi, l'Africa è emersa da quel periodo oscuro. Il nostro Armageddon è passato. L'Africa è rinata come un continente libero e gli africani rinati
come liberi uomini. Il sangue versato e le sofferenze patite sono adesso difensori dell'Africa per la libertà e l'unità. Quegli uomini che rifiutarono di accettare il giudizio esercitato su di loro dalle colonie,
che mantennero tenacemente, attraverso le ore più tristi, la visione di un'Africa emancipata dalla dominazione politica, economica e spirituale,
verranno ricordati e riveriti in qualunque luogo si incontrino degli Africani. Molti di loro non hanno mai messo piede su questo continente. Altri sono nati e morti qui. Quello che siamo in grado di pronunciare oggi può aggiungere poco all'eroica lotta di coloro che, attraverso il loro esempio, ci hanno mostrato quanto siano preziose la libertà e la dignità
umana e di quanto poco valore sia la vita senza di esse. Le loro opere sono scritte nella storia.

H.I.M Imperatore Haile Selassie I

Traduzione by Jahcle
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Segnalato da Patrizia "Trish" Roots Rockers promotion
 
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