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"We
welcome to Ethiopia, in Our name and in the name of the Ethiopian
Government and people, the Heads of State and Government of
independent African nations who are today assembled in solemn
conclave in Ethiopia's capital city. This conference, without
parallel in history, is an impressive testimonial to the devotion
and dedication of which we all partake in the cause of our
mother continent and that of her sons and daughters. This
is indeed a momentous and historic day for Africa and for
all Africans.
We
stand today on the stage of world affairs, before the audience
of world opinion. We have come together to assert our role
in the direction of world affairs and to discharge our duty
to the great continent whose two hundred fifty million people
we lead. Africa is today at mid- course, in transition from
the Africa of yesterday to the Africa of tomorrow. Even as
we stand here we move from the past into the future. The task
on which we have embarked, the making of Africa, will not
wait. We must act, to shape and mould the future and leave
our imprint on events as they pass into history.
We
seek, at this meeting, to determine whither we are going and
to chart the course of our destiny. It is no less important
that we know whence we came. An awareness of our past is essential
to the establishment of our personality and our identity as
Africans. This world was not created piecemeal. Africa was
born no later and no earlier than any other geographical area
on this globe. Africans, no more and no less than other men,
possess all human attributes, talents and deficiencies, virtues
and faults. Thousands of years ago, civilizations flourished
in Africa which suffer not at all by comparison with those
of other continents. In those centuries, Africans were politically
free and economically independent. Their social patterns were
their own and their cultures truly indigenous. The obscurity
which enshrouds the centuries which elapsed between those
earliest days and the rediscovery of Africa are being gradually
dispersed. What is certain is that during those long years
Africans were born, lived and died. Men on other parts of
this Earth occupied themselves with their own concerns and,
in their conceit, proclaimed that the world began and ended
at their horizons. All unknown to them, Africa developed in
its own pattern, growing in its own life and, in the nineteenth
century, finally re-emerged into the world's consciousness.
The
events of the past hundred and fifty years require no extended
recitation from Us. The period of colonialism into which we
were plunged culminated with our continent fettered and bound,
with our once proud and free peoples reduced to humiliation
and slavery; with Africa's terrain cross-batched and checkerboarded
by artificial and arbitrary boundaries. Many of us, during
those bitter years, were overwhelmed in battle, and those
who escaped conquest did so at the cost of desperate resistance
and bloodshed. Others were sold into bondage as the price
extracted by the colonialists for the "protection"
which they extended and the possession of which they disposed.
Africa was a physical resource to be exploited and Africans
were chattels to be purchased bodily or, at best, peoples
to be reduced to vassalage and lackeyhood. Africa was the
market for the produce of other nations and the source of
the raw materials with which their factories were fed.
Today,
Africa has emerged from this dark passage. Our armageddon
is past. Africa has been reborn as a free continent and Africans
have been reborn as free men. The blood that was shed and
the sufferings that were endured are today Africa's advocates
for freedom and unity. Those men who refused to accept the
judgement passed upon them by the colonies, who held unswervingly
through the darkest hours to a vision of an Africa emancipated
from political, economic and spiritual domination, will be
remembered and revered wherever Africans meet. Many of them
never set foot on this continent. Others were born and died
here. What we may utter today can add little to the heroic
struggle of those who, by their example, have shown us how
precious are freedom and human dignity and of how little value
is life without them. Their deeds are written in history."
H.I.M.
Emperor Haile Selassie I
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"Diamo
il benvenuto in Etiopia, a nome Nostro, del governo etiope
e del suo popolo, ai Capi di Stato e Governo delle nazioni
africane indipendenti che sono oggi riuniti in una solenne
conclave nella nostra città capitale.
Questa conferenza, senza confronti nella storia, è
un'impressionante testimonianza della devozione e della dedizione
alle quali noi tutti partecipiamo per la causa del nostro
continente madre e per quella dei suoi
figli e figlie. Questo in verità è un'importante
e storico giorno per l'Africa e per tutti gli Africani.
Ci
troviamo nel teatro degli affari mondiali, di fronte al pubblico
dell'opinione mondiale. Dobbiamo riconciliarci per affermare
il nostro ruolo in direzione degli affari del mondo e per
adempire al nostro dovere
nei confronti del grande continente del quale guidiamo 250
milioni di persone. L'Africa di oggi è nel mezzo del
suo corso, in transizione dall'Africa di ieri verso quella
di domani. Allo stesso modo noi siamo qui
per spostarci dal passato verso il futuro. La missione che
abbiamo intrapreso, la costruzione dell'Africa, non aspetterà.
Dobbiamo agire,
plasmare il futuro e lasciare le nostre impronte negli eventi
che scorrono nella storia.
Cerchiamo, in questo incontro, di determinare dove stiamo
andando e di pianificare il corso del nostro destino. Ciò
non è meno importante del
sapere da dove veniamo. Una consapevolezza del nostro passato
è essenziale
per la costituzione della nostra personalità e della
nostra identità di Africani. Questo mondo non è
stato creato pezzo per pezzo, l'Africa non è
sorta né prima né dopo le altre aree geografiche
del globo. Gli Africani, né più né meno
degli altri uomini, possiedono tutte le qualità umane,
ingegni
e deficienze, virtù e difetti. Migliaia di anni fa,
le civiltà che fiorivano in Africa non subivano assolutamente
il confronto con quelle degli altri continenti. In quei secoli,
gli Africani erano politicamente liberi ed economicamente
indipendenti. I loro modelli sociali erano propri e le loro
culture realmente indigene. L'oscurità che avvolge
i secoli trascorsi tra quei primissimi giorni e la riscoperta
dell'Africa si sta gradualmente
disperdendo. Quello che è certo è che durante
quei lunghi anni gli Africani sono nati, vissuti e morti.
Nella altre parti della Terra gli uomini si impegnavano per
i loro interessi e, nella loro presunzione, affermavano che
la Terra iniziasse e finisse presso i loro orizzonti. Totalmente
sconosciuta
ad essi, l'Africa si sviluppò in base al proprio modello,
crescendo nella propria vita e, nel 19° secolo, finalmente
riemerse nella coscienza del
mondo.
Gli eventi dei passati 150 anni non hanno bisogno di una narrazione
estesa. Il periodo del colonialismo nel quale siamo precipitati
è culminato con
l'incatenamento e la costrizione del nostro continente, con
la riduzione del nostro un tempo fiero e libero popolo all'
umiliazione ed alla schiavitù,
con il mescolamento eterogeneo dei territori dell'Africa e
la suddivisione di questi mediante confini artificiali ed
arbitrari. Molti di noi, durante quegli amari anni, furono
sopraffatti in battaglia, e coloro che sfuggirono alla conquista
fecero ciò a costo di una disperata resistenza e di
uno spargimento di sangue. Altri vennero venduti in servitù
secondo il prezzo
scelto dai colonialisti a causa della "protezione"
che estendevano e dei possessi di cui disponevano. L'Africa
divenne una risorsa fisica da
sfruttare e gli Africani beni mobili da acquistare in massa
o, nel migliore dei casi, la gente fu ridotta al vassallaggio
ed alla servilità. L'Africa divenne il mercato per
il prodotto delle altre nazioni e fonte delle materie prime
di cui si nutrivano le loro industrie.
Oggi, l'Africa è emersa da quel periodo oscuro. Il
nostro Armageddon è passato. L'Africa è rinata
come un continente libero e gli africani rinati
come liberi uomini. Il sangue versato e le sofferenze patite
sono adesso difensori dell'Africa per la libertà e
l'unità. Quegli uomini che rifiutarono di accettare
il giudizio esercitato su di loro dalle colonie,
che mantennero tenacemente, attraverso le ore più tristi,
la visione di un'Africa emancipata dalla dominazione politica,
economica e spirituale,
verranno ricordati e riveriti in qualunque luogo si incontrino
degli Africani. Molti di loro non hanno mai messo piede su
questo continente. Altri sono nati e morti qui. Quello che
siamo in grado di pronunciare oggi può aggiungere poco
all'eroica lotta di coloro che, attraverso il loro esempio,
ci hanno mostrato quanto siano preziose la libertà
e la dignità
umana e di quanto poco valore sia la vita senza di esse. Le
loro opere sono scritte nella storia.
H.I.M Imperatore Haile Selassie I
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