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Tiken Jah Fakoly la voce dell'Africa
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Tanti cantanti faticano ancor di più ad emergere, se provengono dal continente africano o da un paese con condizioni politiche di oppressione, razzismo, guerra. Paesi ostili ma la musica fortunatamente non si può fermare e diviene un mezzo perfetto di informazione e di denuncia.
E' proprio qui che il reggae si fonde con la voglia di libertà e diviene il mezzo per far conoscere e tutelare i diritti fondamentali del uomo.
In particolare c è un artista che con la sua musica si è fatto tanti nemici quanti amici.

Con le sue liriche taglienti contro i leader africani contro la politica occidentale, Tiken Jah Fakoly la nuova stella della reggae music africana. Il cantante 37enne, è una delle voci più importanti per la gente oppressa, vive in Mali in un esilio auto-impostosi e proviene dalla sua terra natia, la Costa di Avorio.

Così come Peter Tosh in Jamaica era " the stepping razor " così i testi e la musica di Tiken Jah Fakoly colpiscono duramente i potenti.E' consapevole che le sue lyrics sono una spina nel fianco dei politici. Canzoni come "Quitte Le Pouvoir" , in cui si scaglia contro leader africani che stanno in ufficio a non fare nulla, dopo essere stati eletti si rintano e non si fanno vedere più. Questa canzone è riuscita a mettere in difficoltà la stabilità politica di un paese tra cui il presidente stesso della Costa di'Avorio Laurent Gbagbo

"La mia musica non è vietata ufficialmente, ma quando stava per uscire l'album " Coup de Gueule" nel settembre 2004, qualche persona vicina al presidente Gbagbo è andato al mio distributore e lo ha minacciato che non avrebbe fatto più lavorare" dice l'artista all'agenzia Reuters prima di un concerto in Gateshead, in Inghilterra lo scorso anno. "Nelle culture orali dell' africa occidentale, i politici sono consapevoli che la musica è molta di più di un rumors. So di avere amici ma anche alcuni nemici. Ma che non dovrebbe creare problemi per ciò che faccio. Devo continuare a lavorare "

Il ruolo di Fakoly è di denuncia contro le ingiustizia, il razzismo, le guerra e l'eredità coloniale africana -
Un altro anticonformista reggae che ha affrontato i temi dalla Costa di Avorio è il grande Alfa Blondy .
" Se si vuole dire qualcosa ai politici, la gente non è in grado di farlo da sola,", Fakoly ha detto.
Nella canzone "Quitte Le Pouvoir", si può apprezzare una collaborazione importante insieme al Senegalese rapper Didier Awadi,. C'è una porta per la pace, nessuna pallottola, nessun sangue, noi ne abbiamo avuto abbastanza, questo è il testo di "Monsieur presidente" ripetendo le parole di Fakoly: "

Eric Soul, 32 anni , un DJ nato in Ruanda e attivista, dice che il messaggio di Fakoly è una corda tesa all'Africa
"Tiken Jah esprime le posizioni fondamentali dell'Africa e le profonde sensazioni di milioni di africani giovani in una lingua semplice e che possono comprendere .
Fakoly ha scoperto il modo giusto per scrivere liriche, quando la protesta è scoppia violenta per strada in Costa d' Avorio durante le votazioni nel 1995, due anni dopo la morte di presidente fondatore Felix Houphouet-Boigny. Questo aveva governato la colonia francese con una mano di ferro per 33 anni. Cosi' Fakoly ha iniziato a scrivere canzoni che denunciano i politici corrotti e i regimi oppressivi.

Gli ivoriani hanno utilizzato le canzoni di Fakoly per esprimere la loro rabbia e la loro delusione delle politiche economiche distruttive.
Nel 1999 lo, album "Mangercratie" di Fakoly, è avvenuta la svolta. I politici non garantiscono il fabbisogno alimentare africano, non c'è pane sui tvoli delle persone africane, uscito in Francia vende mezzo milione di copie. Tiken Jah Fakoly diviene un simbolo per l'oppressione anche per gli africani e gli uomini in genere che non sono liberi.
.Fakoly ha scelto di vivere in un paese confinante con la Costa d'Avorio:
"Non voglio vivere in un paese dove non c'è alcuna giustizia o uguaglianza. Se sono in un paese dove le cose non funzionano, parlerò da un altro , nonostante alcuni vorrebbero fermarmi continuerò a parlare per i più deboli.


Fonti: jamaican press

 
 
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