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RASTAFARI REVOLUTION

RASTAFARI REVOLUTION - di Carlo Massarini - Supplemento al n.10 di Popster


Bob Marley negli ultimi anni si è conquistato un posto di estrema rilevanza nell'affollato mondo deI rock, e per certi motivi e considerato da molti una delle più grandi star di un mondo in cui talento e mode si mischiano sempre più pericolosamente ogni giorno. Bob Marley, però, è stato raramente visto e considerato per quello che è. Molti hanno parlato dei suoi capelli intrecciati in lunghi dreadlocks (capelli ricci raggruppati in trecce naturali che nel tempo diventano indivisibili). molti hanno sorriso (di sarcasmo o di complicità) con i lunghi joint di ganja che si porta alle labbra, tutti hanno visto in lui un personaggio nuovo e diverso da mitizzare per vendere. No. Bob Marley è qualcos'altro, è qualcosa di nuovo e di diverso per questo mondo di plastica nera. Bob Marley è reggae, e reggae è la musica del battito del cuore, è musica di vita. Profondamente, spontaneamente, continuamente. Bob Marley non è diverso è nuovo perché il produttore gli ha creato la formula giusta, e lui la sfrutta finché funzionerà, per poi cercarne un altra.

"Me no cheaange!'" - .lo non cambio!" mi ha risposto rabbioso battendosi il pugno sul cuore, in un incontro fra un ragazzo venuto da Roma a capire chi era veramente, e un fiero e illuminato seguace di Una fede di cui in Italia non si è mai sentito parlare, ma che in Jamaica, Caraibi, e anche nella stessa Europa, sta allargando sempre di più il suo messaggio. Bob Marley è un rastaman, il portavoce di una fede incrollabile - e da rispettare, pur se di difficile accettazione per noi occidentali bianchi - che vede in Rastafari (Hailé Selassié, ultimo Imperatore d'Etiopia) l'incoronazione di Jah, la manifestazione terrena di Dio.

Nel corso del nostro incontro, questa fede verrà chiamata dogmaticamente realtà, e Marley non ne discuterà se non indirettamente attraverso altri topici: fin troppo chiaro comprendere, però, che questa è la sua unica dimensione, a cui ricondurre tutte le sue azioni. Marley è sulla scena - jamaicana prima, mondiale recentemente - da molti anni, ma dal momento della sua misteriosa conversione alla fede resta circa dieci anni fa, il suo messaggio non è mai cambiato. Una presa di coscienza, uno scuotersi interno, una denuncia delle condizioni jamaicane nascoste ai turisti coi pantaloni a fiori.

Marley ha assorbito le radici della musica della sua isola, e ha ridato al popolo energia della sua persona attraverso dei testi semplici e diretti: a volte così semplici da sembrare troppo poco intellettuali per avere una statura e un credito così vasti. Ma queste frasi non sono intellettuali, e non lo saranno mai, perché i Jamaicani che suonano il reggae - Bob Marley in testa - provengono dalle parti meno ricche, fino ai ghetti e alle bidonville create dai bianchi. E in mezzo alle capanne, con i proiettili che fischiano e la miseria che ti tende la mano non s'impara la filosofia. Si impara a sopravvivere. E a urlare più forte che puoi, se ne hai la forza e la capacità. Marley ha avuto la lucidità di scuotere se stesso in primo luogo, e molti altri dopo - attraverso l'espressione più alta di questa musica nella quale l'immediatezza del ritmo si fonde con parole di riscossa, e di fede.

Le parole di Marley vengono da una persona ispirata che si pone al servizio della sua gente. Vengono dall'umiltà di chi crede in un destino diverso e migliore. Vengono da chi vede ingiustizie e ideali, e ha scelto di fare qualcosa perché le prime vengano denunciate e cancellate, e i secondi guidino nella direzione più giusta. Da molti -- io stesso all'inizio - a Marley è stata data una statura politica che lui non accetta, e forse questo può meravigliare, dopo aver letto i suoi testi. Ma è giusto sapere che la sua spinta è religiosa e non politica, anche se le cose contro cui puntare il dito sono le stesse, e le parole sono ugualmente dure.



INTERVISTA A BOB MARLEY

Il primo incontro con Bob è ancora una volta frutto di una coincidenza e, credetemi, a questo punto ce n'è abbastanza per comin-ciare a chiedersi un paio di cose di quelle senza risposta. Una casuale passeggiata pomeridiana il giorno dopo la visita alla casa (e quindi anche il pomeriggio del con-certo descritto) ci porta giù Chelsea, fino a notare su una delle traverse un indirizzo familiare. Girando a sinistra, dopo due minuti, mentre stiamo per passare di fronte all'abita-zione abbiamo una tipica visione da 8 mm. familiare da riproiettarsi a casa: una BMW inchioda dall'altra parte della strada e una figura che ormai non si può non riconoscere la attraversa con, tre balzi - dreadlocks - in ordine sparso, camicia e pantaloni jeans - e si infila al numero 40 in un portoncino bianco. Le coincidenze ancora una volta sono da cogliere: basandoci sui due volti familiari conosciuti, ci intrufoliamo nell'ingresso.. ~ Bob stesso a venirci incontro quando gli dicono che c'è un giornalista italiano che gli vuoi parlare, è lui che tende la mano, salda e calda, è lui ad accoglierci con un sorriso davvero confortante...


" un'intervista? certo! dopo il concerto? - stupore - Beh, quando vuoi … " " Ok, oppure vieni a giocare a pallone domenica ! "
- Domenica sera ovvero, si ritorna all'inizio
- Lasciato il campo, ancora in pieno pos-sesso dei Jamaicani. è quasi buio quando ricevo una telefonata. Bob si è riposato, ha letto e meditato sul suo capitolo quotidiano di Bibbia, ha fatto la sua ora di studio del linguaggio etiopico, ci aspetta.
Lo troviamo sorridente, ci conduce al piano di sopra, dove su un vasto divano si svolge una delle interviste (?) più peculiari a cui io abbia mai Partecipato. Tre ore di conversazione con lui e Malachia - un profeta rastafari che parlerà di Bibbia e profezie dietro due pro-fondi occhi neri - in una lingua spesso incomprensibile anche dopo ripetuti ascolti del nastro, e comunque certamente non al primo ascolto. Tanto che ora, riascoltandoli, è svanita in me la sensazione di menefreghismo da parte di Bob che avevo avuto allora, e mi
sono reso conto dl come alcune delle sue parole fossero preziose, e tutte sincere. Anche se peraltro è un peccato tradurre in italiano uno slang anglo-jamaicano assai spettacolare : Unico codice per la compren-sione: ye mon (ovvero yeah, man) è infles-sione usata a ogni inizio frase, e troppo personale per essere tagliata via tutte le volte.


Cosa rappresenta per te l'esodo, Intorno alla terra dei padri?
L 'esodo non è un'idea o un concetto. L 'esodo è qualcosa che sta succedendo, è una casa naturale. Vedi, è molto semplice: Sem appar-tiene all'Asia; Cam appartiene all'Africa, Jafet appartiene all'Europa... ma non sta a me giudicare dove si debba andare...

La tua terra è Etiopia?
La mia terra è l'Etiopia, la mia ,terra è Pace. Dovunque Jah mi guiderà, io , andrò.

Bob, cosa è per te Rastafari, una religione?
Una religione - scuote la testa, la domanda gli deve sembrare ormai un, po' scontata -no, è una realtà. Non c'è inizio, l'inizio è nella creazione.

E quando è cominciato, per te?
Ho invocato Sua Maestà, è lui si è mostrato a me. Rastafari è "the head creator", il creatore supremo. Quando è stato incoronato, ha scelto il nome Hailè Selassié: vuoi dire primo polo della Trinità, nel suo discorso di inaugu-razione ha detto che sarebbe stato la guida del futuro. Malachìa mi spiegherà poi come nella Bibbia c'è scritto che Cristo si rimanifesterà, e come nel 77esimo anno dopo che rientrerà in Babilonia i suoi figli parleranno di rimpatrio, e come tutti gli schiavi e prigionieri dovranno essere liberati. Jah vive. Molti profeti sono stati uccisi, ma lui ha fatto di più: ha visitato tutti i Capi di Stato, ma loro hanno riso. A Ginevra non l'hanno preso sul serio. Ma' se gli oppressi non saranno liberati, estrema violenza si abbatterà dalla Scozia all'Inghilterra, a tutto il mondo.
Voi parlate di profezie, di Cristo: cos'è in questo contesto Selassié ?
La Bibbia è letta male, il profeta che è atteso è bianco. Ma non è così. Non c'è nulla di nuovo sotto al sole: l'uomo immagina di poter croci-figgere Dio, ma ciò non è possibile! Nessun altro ha soddisfatto le profezie meglio di Cristo o Mosé, ma gli uomini usano la parola Dio come un'immagine, la infiltrano per i loro scopi. Ma tutto quello che noi diciamo è già scritto: una piccola nazione governerà, non ci san più violenza. In questo momento di indipendenza è. giusto che ogni uccello torni al nido. Non sarà terribile come ci si può immaginare, ma allo stesso tempo sarà più terribile di quanto si possa immaginare.

Bob, i tuoi dischi parlano di lotta contro 91' oppressori...
Ye mon, oppressori... - si ferma, riflette -ma gli oppressori non sono in Jamaica. Ci sono coloro che opprimono i Jamaicani. Ma ci
sono coloro che opprimono coloro che opprimono coloro che opprimono i Jamaicani ... Capisci? - ride -

Bob, la rivoluzione come la intendiamo noi è un fatto violento, socialmente e naturalmente. E' questo il messaggio?
Rivoluzione per me è la rivelazione del vero. Per me rivoluzione significa che tutta la gente si riunisca e dica "Rastafari". Noi non com-battiamo la nostra rivoluzione, per noi è solo, la lotta del vero contro il falso. Se io fossi come coloro che costruiscono i fucili, io combatterei quel tipo di guerra. Ma non è così: non siamo noi a combattere, sono loro che combattono noi. Noi abbiamo a che fare solo con la pace, sono loro che combattono il nostro sistema, la nostra fede. - e questo è vero: in Jamaica i Rasta sono emarginati in tutte le maniere, compresa la loro impossibilità al voto, e sono considerati razzisticamente un gruppo al di fuori della società -.
Rastafari è...

- Marley non mi lascia il tempo di finire, si alza in piedi -:
Rasta fari is the head creator. Quando uno ti chiede: come, the head crea-tor ? Tu gli dici: yeath, non lo sai? Head Creator ! L 'unico! Ora tu lo sai: io ho chiesto, e lui si è manifestato. Devi solo chiedere, e lui verrà da te: non gli devi chiedere una prova lui non deve provare di essere Dio, perché lui non ha obblighi. Se tu non lo conosci, a lui non importa. Lui ama la gente che lo ama. Sua Maestà ha totale controllo del cuore, Sua Maestà discende dalla tribù di Giuda! -Marley si batte il pugno sul suore, lo sguardo fiero - Il cuore, sai'! Alcuni possono perdere un piede, la mano ma quando perdi il cuore - andato! Ecco perché non è buono che tu mi intervisti.
Perché cosa so io che non sia mai stato detto? Jah è in contatto con il cuore! Papa Paolo.. -conosci ?
Uhmmm... sì, non l'ho mai intervistato però... Ye man ! Vai da lui, lui sa di che parlo. Chiedigli di Rastafari. Loro sanno, e temono... - ride
rilassato - capisci?
Non capisco tutte le parole, ma vedo il tuo spirito.
Le parole!... lo non ho molte risposte. lo sono un uomo, ho solo alcune parole, ma so usarle. Così ogni cosa resta semplice. lo non sono mai andato a una grande scuola per imparare le grandi parole!
lo non so nulla: 'altro che Rastafari. Dall'inizio! Da quando mi conosco mi conosco come rastaman. Avrei potuto ingannarti, dicendoti questo o quello; lascia che ti dica: se rasta fosse qualcosa che si diventa, io non sarei ma! cambiato! La terra, l'esistenza! Vedo gente che cresce intorno a me, e io con loro:
nemmeno mia madre riusciva a capirmi!... ma quando trovi rasta, hai trovato il meglio. Nemmeno mia madre mi ha potuto cambiare!!

- e qui la voce è veramente di tuono - Ma i Rasta non hanno una vita facile, perché la società vuole farti vivere secondo i suoi sche-mi.
Perché Roma ha creato tutto questo caos, questo sistema - credo si riferisca all'impero antico - ognuno diventa un "jacula" (forse nel senso di vampiro)
Ma non parlo di tutta la gente in Roma: anche lì c'è la gente che controlla... Hanno tutti a che vedere con la stessa cosa. Come la chiami? Politica?

Bob tu sei considerato un portavoce...
io sono un uomo, e la gente può venirmi a parlare. Con Rastafari non è possibile... Se tu conosci un rastaman puoi andargli a parlare, lui ti chiarirà. Ma io non sono un portavoce, non potrei parlare per gli altri. lo non ti parlo perché voglio apparire su una rivista. Ti parlo perché voglio insegnarti qualcosa. A me non me ne frega niente di qualsiasi rivista, tanto cazzeggiano sempre scrivendo quello che gli pare. Nessuna rivista ha mai detto esatta-mente quello che sono. A me interessa la gente, non gli articoli. Ho fatto molte interviste, tutte un pò strane... Ma nessun governo può fermare Rasta, né liberarsi di Sua Maestà. Rasta sono chicchi di riso! arriveremo anche a Roma presto! Vogliamo anche Roma! - ride divertito

-Sei coinvolto in qualche maniera con la situa-zione politica jamaicana ?

lo sono coinvolto solo con la giustizia di Sua Maestà Hailé Selassié...
Ho letto però che hai dato il tuo appoggio al candidato socialista Michael Manley...
lo non appoggio nessun candidato politico.

Perché allora sei stato fatto oggetto di un attentato?

Perché? - qui la materia diventa oscura -, Non lo so, il perché. Loro hanno ancora la risposta. Ma loro non mi possono uccidere..

- Marley è di nuovo in piedi, espone il braccio ferito mesi prima -:
il proiettile è entrato di qui, ed uscito di là.

Ci sono molti Rastafari, nel mondo?
"Every knee shall bòw, and every tongue con fess!". - risponde in perfetto inglese, che dopo un'ora di jamaicano mi risulta incomprensibile.

Bob ripete altre due volte: -
" ogni ginocchio si piegherà. e ogni lingua confes-serà! Questo è quello che sta succedendo. Sono tanti quanti puoi contare. Capisci? -ride -

Mi scuso per la scarsa comprensione, ma Marley è molto rilassato:
" non ci sono bad vibes, quando ti parlo. Mi sento fresco, pulito..."

I tuoi dischi sembrano portare con sé sempre più spiritualità...
…ye, possono capire... Questa è la rivoluzione che sta procedendo. Avvicino la gente a un livello in cui posso essere capito: al loro livello, finché non riesco a parlargli veramente...

Le case discografiche?
E' solo 'un fatto di soldi... lo vengo con un talento diverso, non si può fermare il mio talento. lo vengo dalla tribù di Giuda. Dio mi fa sentire forte. Non posso essere sconfitto!

Quando hai cominciato avevi questa stessa sensazione?
Quale sensazione?
Strengnth, forza.
Ye mon!, io ho cresciuto qualità in me, io apprezzo come sto crescendo. Dio m'insegna. Ecco perché amo Selassié: lui mi fa crescere nella giusta maniera, forte - fisica-mente e mentalmente -. Ti dirò la verità, amico mio, è una vita dura, ma a me piace -ride -

C'è un posto dove vorresti vivere?
no, mon! ... io mi sento un viaggiatore, la terra, è un bel pianeta sul quale spostarsi...

Tu sai del genocidio che sta avvenendo in Etiopia?

lo non mi interesso di politiche, di armi, di fatti
di carne. Quello che succede deve succedere.., Il mio interesse è il cuore!

Di tutte le canzoni che ho sentito, "War" è quella che più mi ha colpito.
...
War… ye mon
- Marley s'illumina - è un discorso di Sua Maestà... Sono parole di Dio. Perché il presidente Jackson o tutti i fantocci del governo non hanno mai scritto nulla del genere?!
Sua Maestà non ha niente a che vedere con loro, Sua Maestà ha mostrato a loro il cuore! Non puoi andare in un Parlamento e trovare qualche uomo politico che ti dica nulla del genere, non avrai ma, delle parole così da Downing Street (residenza de Primo Ministro)!

Bob, molta della leggenda sui rastamen è imperniata sull'erba che fumate. C'è un si-gnificato particolare e diverso nella vostra maniera di fumare?
La herb va parallelamente à Dio, per la guarigione della nazione (healin' ao the natior.). Herb ti rende estremamente percettivo, con-sapevole che Dio si sta manifestando. Herb ti conduce in situazioni estremamente spirituali, per cui sicuramente ti avvicina a Dio. La herb ti fa Capire...

E per questo che è proibita?
Ye mon! Certo! L'alcool ti rende sciocco, senza controllo; herb invece ti rende saggio (i prodotti della vigna sono banditi per i Rasta-men). Il vino e le bevande forti erano consumate dagli imperatori, dai faraoni, perché li conducevano ai loro dei.
Ma herb è un 'altra cosa. Nulla di ciò che è giusto è legale in questo sistema, perché questa società si regge su dei punti fissi falsi: è ora di cambiare il corso della storia



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