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STUDIO ONE STORY parte seconda

Questo effetto ritardante causato dalla macchinetta, influi' su tutta la musica suonata dal gruppo, portando alla nascita di un nuovo suono. Il primo disco ad essere registrato nel nuovo stile fu "Nanny goat" di Larry marshall, supportato dai Sound Dimension. Da questo momento in poi, numerosi gruppi giamaicani, appoggiati anche da una nuova generazione di produttori, iniziarono a copiare questo nuovo sound (alcuni anche senza l'aiuto della macchinetta per l'eco); la musica che oggi conosciamo come reggae era nata!!
Quando anche Jackie Mittoo lasciò Studio One per trasferirsi in Canada, nuovi musicisti proseguirono il discorso iniziato dai veterani (comunque Jackie fra la fine degli anni '60 e i primi anni '70 tornò spesso in Giamaica). Quando si trasferi' in Canada Jackie era il principale arrangiatore del suono a Studio One, il miglior tastierista in circolazione ed anche un ottimo scrittore di bass-lines. Anche nel periodo di permanenza in Canada, Jackie collaborò con Coxsone, in particolare rielaborarono assieme vecchi standard di Studio One, per dargli una connotazione più rispondente alle esigenze del mercato musicale. Questa idea di creare nuove versioni di vecchi brani diventò, da li' a poco, un elemento cardine di tutta la musica giamaicana. La nascita del reggae alla fine degli anni '60 fu seguita dall'arrivo della ROOTS MUSIC (musica ispirata dalla religione RASTA). Molti musicisti nati a Kingston furono catturati dalla nuova religione RASTAFARI. Nei primi anni '60 musicisti come Don Drummond, Johnny Moore e Roland Alphonso si recarono nelle colline dove vivevano alcune comunità rasta, per suonare con il gruppo di percussionisti di Count Ossie.
Dalla fine degli anni '60 una nuova generazione di artisti crebbe seguendo gli insegnamenti della religione rasta, venendo influenzati anche nel loro modo di intendere e di suonare la musica. Burning Spear e gli Abyssinians (per fare qualche nome) svilupparono questo nuovo sound (definito ROOTS), che sarebbe, qualche anno dopo, divenuto sinonimo di reggae, cosi' come Bob Marley & the Wailers, i Culture e i Congos.

Il Downbeat soundsystem smise di operare negli anni '70 a causa della crescente violenza che interessava il mondo delle dancehall. Per diffondere le novità incise da Studio One (che non erano più diffuse dagli altoparlanti dei suoi soundsystems), Coxsone fece affidamento sui soundsystems operators e sui DJS che compravano i dub plates della sua etichetta. La Studio One produceva sempre una copia di dub plates che venivano vendute agli operatori dei soundsystems (quasi sempre ad un prezzo superiore rispetto a quello di un normale disco). Questi dub plates erano delle versioni strumentali di brani molto popolari che, solitamente, erano suonate nelle affollate serate musicali e, sui quali, i DJS cantavano sopra. Man mano che il tempo passava, Sylvan Morris (l'ingegnere del suono) variò la musica, giocando sul ritmo del basso e della batteria e aggiungendo o togliendo altri strumenti con l'aiuto del mixer. Questo sistema, poi conosciuto come DUB, divenne il modo solito di operare (quando si stampava un 45 giri, sul lato B veniva realizzata una versione strumentale del brano). Questa era solo una delle numerose innovazioni che interessarono la reggae music in questo periodo. Anche il DJ style (il cantare di un DJ su basi strumentali) divenne un genere musicale vero e proprio. U Roy fu il primo DJ a cantare su vecchi ritmi musicali, in questo caso della Treasure Isle di Duke Reid. In questo momento molti nuovi produttori (Lee Perry, Joe Gibbs, the Hookim Brothers, Bunny Lee, Winston Riley) entrarono nel music business, aumentando la concorrenza per la Studio One e per i suoi storici rivali (Duke Reid e Prince Buster). Lontano dall'essere un problema per Coxsone, questa competizione spietata fu di stimolo per trovare nuove soluzioni ed innovazioni. Nei primi anni '70 Studio One entrò in una nuova fase. Le audizioni musicali si tenevano il sabato (la domenica, invece, lo studio veniva utilizzato per le registrazioni di canti gospel incisi per l'etichetta sussidiaria Tabernacle). Ogni sabato più di cento aspiranti artisti provavano per poter incider per Coxsone. Durante gli anni '70 la in-house-band di Studio One era costituita dai Soul Defenders. La prima sessione in cui la band venne impegnata, fu per la registrazione del disco di Freddie McKay "Picture on the wall" e per la famosa "Skylarking" di Horace Andy. Guidata da Vin Morgan, la band continuò a lavorare regolarmente negli anni '70, registrando nuovo materiale o riprendendo vecchi strumentali di Studio One. Nonostante la band fosse chiamata con vari pseudonimi, la sua importanza non era assolutamente inferiore a quella dei Sound Dimension o dei Soul Vendors.

Fra i tanti aspiranti artisti che si presentavano il sabato per le audizioni, Sugar Minott fu uno dei più singolari.
Propose a Coxsone di poter cantare le sue canzoni su vecchi ritmi di Studio One e, subito, venne notato per questa sua intraprendenza. Molti nuovi produttori utilizzarono questo sistema; anzichè sfruttare i vecchi nastri di studio One, facevano suonare alle backing-bands dei propri studi delle covers di questi brani storici. In Giamaica non esistevano i diritti d'autore, per cui i ritmi di Studio One divennero di moda per una nuova generazione di cantanti e produttori. Coxsone sfruttò questa nuova era per registrare una numerosa serie di nuove canzoni, incise su vecchi strumentali di studio One. Brani come "Full up", "Real rock", "Rougher yet", "The answer" furono rispolverati e riportati a nuova vita. Sugar Minot, freddie McGregor, Lone Ranger, Johnny Osbourne, Michigan & Smiley e tanti altri giovani artisti si conquistarono una gran notorietà realizzando nuove versioni di vecchi classici di Studio One. Alla fine degli anni '70, quando la dancehall stava prendendo piede, Coxsone decise di trasferirsi a New York. La Giamaica in quel periodo era diventato un posto decisamente pericoloso per portare avanti un business di quelle proporzioni; inoltre stava diventando sempre più difficile importare il materiale che serviva per stampare i dischi. Lo studio di Brentford Road chiuse e Dodd apri' un piccolo negozio di dischi a New York. Ciò che stupisce nell'ultimo periodo di vita di questa storica etichetta, è il numero incredibile di dischi stampati nell'era Dancehall. In quei pochi mesi, ogni giorno venivano registrate centinaia di canzoni, tutte realizzate sulle basi di classici immortali come "Full up", "Rougher yet", The answer", Death in the arena" e tanti altri.

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Articolo by Gigi
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Segnalato da Patrizia "Trish" Roots Rockers promotion
 
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